Disdetta da un contratto adsl e costi di disattivazione

libro

 

#Calcio & Fibra                                               a 29,90 euro al mese                                
vai all'offerta

 logo-vodafone  Internet unlimited 
a   24,90 euro al mese per sempre
vai all'offerta

 

La liberalizzazione del settore delle Telecomunicazioni ha creato le condizioni per un regime di libera concorrenza con l’affermarsi di nuovi soggetti economici che hanno contribuito a dare un impulso allo sviluppo della rete, investendo in infrastrutture e mantenendo i costi ridotti. Chi ne ha tratto beneficio è stato il cliente finale che ha potuto trovare offerte più adatte alle proprie esigenze e la possibilità di poter risparmiare sulle bollette.

I nuovi servizi erogati come la web tv, decoder, la chiavetta internet, la scheda sim cellulari, l’opzione fast, l’acquisto di pc portatili, tv color e smartphone permettono una personalizzazione delle offerte che mirano ad acquisire nuovi clienti. Si pone però il problema in caso di recesso quali siano i costi che il cliente è tenuto a pagare per il cambio di Operatore.

A testimonianza della incertezza interpretativa delle norme regolanti il recesso dai contratti telefonici sono le numerose domande di molti clienti alle associazioni dei consumatori e i dibattiti nei forum sul web in cui sono presenti animate discussioni.

Per fare chiarezza occorre dire che l’Agcom è intervenuta per comminare multe agli Operatori che non applicano le disposizioni legislative in materia, il Decreto Bersani in primis, che dispongono come non si debbano pagare penali per il cambio di Operatore.

Nei contratti di telefonia, fibrae adsl sono previsti dei contributi di disattivazione che per alcuni Operatori variano in base alla durata contrattuale:

Telecom decorso il primo anno non richiede il pagamento di contributi che sono richiesti nell’ordine di 40 € per la linea voce e 60€ per la linea adsl;
Dal 1 aprile 2013 Telecom ha modificato le condizioni contrattuali della risoluzione del contratto che prevedono l’addebito di €35,18 per il recesso sia di entrambi i servizi adsl e telefono che di uno solo, indipendentemente dalla finalità del recesso, per migrare o per chiudere la linea, o dal tempo trascorso del contratto. Il costo di attivazione di €97,60 i.i. è gratuito se il cliente rimane abbonato per un periodo magggiore di 2 anni.

Infostrada prevede un contributo per la disattivazione di 65€ per telefono e/o adsl e 35€ per la migrazione;

Fastweb prevede un importo commisurato in base alle tipologie di recesso:fibra ottica, fibra ottica senza rientro in Telecom, migrazione, rientro in Telecom, Adsl senza rientro in Telecom Italia e Wholesale senza rientro in Telecom. I costi per il recesso vanno da un minimo di €41 a un massimo di €90,65 iva esclusa;

Gli importi sono stati leggermente ritoccati e si possono consultare alla pagina dei costi di disattivazione approvati dall’Agcom;
Teletu prevede una durata contrattuale di 12 mesi che si rinnova per periodi di uguale durata ed un costo di 70€ per la cessazione della linea e 40€ per la migrazione;

Vodafone applica lo stesso contributo per il recesso e il costo di disattivazione pari a 40€ e in caso di mancata restituzione della Vodafone station chiede un importo rimesso alla discrezionalità della Compagnia Telefonica che non può superare i 129€.
barra.png
L’importo si giustifica con la spesa che l’Operatore sopporta nel fornire all’utente l’apparato per l’attivazione del servizio.

Inizialmente i costi di disattivazione telefono e adsl si pagavano solo quando vi era la cessazione della linea in quanto si riteneva che gli Operatori sostenessero effettivamente un costo che lo giravano al cliente finale, costo che sarebbe sopportato dal nuovo gestore nella migrazione.

L’Agcom successivamente ha emanato delle Delibere in cui ha modificato il proprio orientamento legittimando la richiesta degli operatori di addebitare i costi di migrazione che devono essere forfettari e pubblicati in tabelle sintetiche riepilogative sul sito aziendale sotto la voce trasparenza.

Il recesso esercitato durante il periodo della promozione comporta la decadenza della stessa e il pagamento alle condizioni contrattuali stabilite dall’operatore: restituzione degli sconti ricevuti, penali ecc.

Se nella fattura si trovano addebiti ingiustificati il cliente ha diritto di contestarli e di non pagare nella misura oggetto di verifica fino a quando non abbia avuto esito il suo reclamo.
Al fine di evitare l’addebito automatico sul conto corrente è necessario prendere contatto con la propria banca per bloccare il rid bancario e versare tramite c.c., le cui coordinate possono essere prese contattando il servizio clienti, la somma non contestata stornandola dalla fattura.
Tutto ciò è opportuno comunicarlo al Gestore telefonico allo scopo di avvisarlo sui motivi della contestazione e costituisce una prova documentale da opporre per eventuali pretese economiche.

Si evince da questa breve disamina come ci sia una discrepanza tra la prassi e la previsione legislativa, non trovando applicazione quanto enunciato nel primo comma del Decreto Bersani secondo cui il fine dello stesso provvedimento è quello “di favorire … la trasparenza delle tariffe, di garantire ai consumatori finali un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi costi del servizio”.


Promozioni Giga su rete 5G

vodafone Red digital edition
40 Giga, Chiamate e Sms incl.
a 18,99 euro al mese
     vai all'offerta

fastweb-logo70 Giga su rete 5G 
 traffico illimitato a 7,99 euro al mese

vai all'offerta

206 commenti su “Disdetta da un contratto adsl e costi di disattivazione”

  1. Daniele Di Candia

    Salve sono Daniele da ottobre 2016 a fine agosto 2018 ero cliente tiscali con un numero di telefono. Ho disdetta di questo contratto tiscali e sono rientrato in Telecom con nuova attivazione linea telefonica e ADSL. Ora tiscali mi manda in data 21/11/2018 una fattura di 566 euro circa per rimborso somme sconti promozionali goduti perché per un mese non sono entrato nel terzo anno di contratto da pagare entro il 212/2018 . È legale tutto questo? Se non lo è che devo fare? Grazie

    1. Gentile Daniele,
      la promozione è disciplinata interamente dalle clausole del gestore.
      In caso di recesso anticipato Tiscali stabiliva delle condizioni particolarmente gravose come il rimborso degli sconti usufruiti. Non solo Tiscali ma anche altri Operatori hanno seguito questa prassi che è stata criticata dal precedente Governo che nel DDL sulla concorrenza, aveva stabilito che ci fosse una proporzionalità dell’importo della penale che tenesse conto del periodo contrattuale già trascorso.

      Il monito allora era caduto nel vuoto dato che non era stato recepito in regolamenti del settore o in clausole del contratto di nessun Operatore.

      Pertanto le spetta il pagamento della penale per recesso anticipato sempre che la penale al netto del costo di migrazione sia corrispondente agli importi degli sconti corrisposti. Se tale importo non corrisponde contesti la differenza con un formale reclamo tramite raccomandata e in seconda instanza davanti al Co.re.com.

      Per altre informazioni ci contatti,
      Staff Trovatariffe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *