Come difendersi dall’ostruzionismo del vecchio operatore nel cambio operatore internet

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Hai deciso di cambiare operatore ma il vecchio gestore non collabora: ritarda la migrazione, fornisce dati errati oppure blocca il passaggio con motivazioni poco chiare. Questa pratica si chiama ostruzionismo e, anche se vietata, può capitare.

È quindi importante capire come riconoscerla, documentarla e intervenire nel modo corretto.

Cos’è l’ostruzionismo dell’operatore uscente

L’ostruzionismo consiste in qualsiasi comportamento da parte del vecchio operatore che ostacola o ritarda senza giustificazione il passaggio a un nuovo gestore. Secondo le regole stabilite dall’AGCOM, gli operatori sono obbligati a completare la migrazione entro 30 giorni lavorativi dalla richiesta ricevuta dal nuovo operatore e non possono imporre condizioni non previste dalla normativa.

Nella pratica, l’ostruzionismo può manifestarsi in diversi modi.

Può accadere che la migrazione venga bloccata o sospesa senza una reale motivazione tecnica, oppure che vengano comunicati dati errati al nuovo operatore, come un codice di migrazione sbagliato o un indirizzo non corretto. In altri casi, il vecchio gestore può tentare di subordinare il passaggio al pagamento di fatture contestate, oppure indicare tempi di attesa superiori a quelli previsti senza una valida ragione. Esistono anche situazioni in cui vengono fatte offerte insistenti per trattenere il cliente, rallentando di fatto la procedura, o addirittura casi più gravi in cui la linea viene disattivata prima che il nuovo operatore abbia completato l’attivazione.

Come documentare l’ostruzionismo

Per far valere i tuoi diritti è fondamentale raccogliere e conservare tutta la documentazione utile. È importante annotare con precisione la data in cui hai richiesto la migrazione tramite il nuovo operatore, perché da quel momento iniziano a decorrere i termini previsti dalla legge. Conserva tutte le comunicazioni ricevute dal vecchio operatore, come email, SMS o messaggi nell’area clienti, facendo attenzione a registrare date e contenuti.

Anche le chiamate al servizio clienti possono essere rilevanti: è utile annotare data, ora, nome dell’operatore e ciò che è stato detto durante la conversazione. Se possibile, cerca di ottenere conferme scritte. Allo stesso modo, tieni traccia degli aggiornamenti forniti dal nuovo operatore sullo stato della migrazione e chiedi sempre spiegazioni scritte per eventuali errori tecnici comunicati dal vecchio gestore.

Cosa fare passo per passo

Il primo passo è verificare con il nuovo operatore lo stato della pratica e la data esatta in cui è stata inviata la richiesta di migrazione. Questo è importante perché il termine dei 30 giorni lavorativi decorre da quel momento, non dalla data in cui hai firmato il nuovo contratto.

Se il tempo previsto è già trascorso senza che la migrazione sia stata completata, è opportuno inviare un reclamo formale al vecchio operatore.

È preferibile utilizzare canali tracciabili come la PEC o la raccomandata con ricevuta di ritorno. Nel reclamo è necessario indicare i dati della linea, la data della richiesta e chiedere esplicitamente il completamento della migrazione entro un termine preciso.

Parallelamente, è utile informare il nuovo operatore della situazione, chiedendo di intervenire direttamente. Gli operatori dispongono infatti di canali interni per gestire e risolvere le controversie tra di loro.

Se la situazione non si sblocca entro 45 giorni dal reclamo, puoi avviare una procedura tramite la piattaforma ConciliaWeb dell’AGCOM. Si tratta di un passaggio gratuito e obbligatorio prima di rivolgersi al giudice. In alternativa o in aggiunta, puoi segnalare il comportamento dell’operatore, compilando il modulo D, direttamente all’AGCOM che ha il potere di avviare verifiche e applicare sanzioni.

Diritti che maturano durante l’ostruzionismo

Quando la migrazione viene ostacolata ingiustificatamente, maturano alcuni diritti a tuo favore.

Puoi avere diritto a un indennizzo per il ritardo, calcolato in base ai giorni di superamento dei termini previsti. Inoltre, se hai continuato a pagare il canone al vecchio operatore oltre il periodo in cui avrebbe dovuto completare la migrazione, puoi chiedere il rimborso delle somme versate in eccesso.

In queste situazioni puoi anche recedere dal contratto senza costi aggiuntivi, poiché il mancato rispetto dei tempi rappresenta un inadempimento da parte dell’operatore.

Caso particolare: disattivazione anticipata della linea

Una delle situazioni più problematiche si verifica quando il vecchio operatore disattiva la linea prima che il nuovo abbia completato l’attivazione. Questo comportamento può lasciarti senza connessione per un periodo anche prolungato.

In questi casi è importante agire rapidamente contattando il nuovo operatore per accelerare l’attivazione e inviando un reclamo urgente al vecchio gestore, chiedendo il ripristino della linea o il riconoscimento di un indennizzo. È fondamentale documentare con precisione il periodo di interruzione del servizio per poter richiedere rimborsi e compensazioni.

Domande frequenti

Il vecchio operatore può bloccare la migrazione se ho fatture non pagate?

No, la presenza di fatture non saldate non è una motivazione valida per bloccare la migrazione. Il debito resta separato e l’operatore può agire per il recupero, ma non può impedirti di cambiare gestore.

Posso cambiare idea e restare con il vecchio operatore?

Sì, puoi rinunciare alla migrazione comunicandolo al nuovo operatore prima che il processo sia completato. È però importante verificare le condizioni contrattuali, perché potresti dover esercitare il diritto di ripensamento entro 14 giorni o sostenere eventuali costi.

Quanto tempo devo aspettare prima di intervenire?

Il termine massimo previsto è di 30 giorni lavorativi dalla richiesta di migrazione. Se questo periodo viene superato, è consigliabile agire subito per tutelare i propri diritti e risolvere la situazione nel più breve tempo possibile.

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