I costi di disattivazione dall’adsl o dalla fibra approvati dall’Agcom

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Disdire un contratto con l’operatore di tlc comporta dei costi variabili in base al tipo di servizio erogato, adsl, fibra, solo internet, solo telefono  e alla finalità del recesso, per migrare o per cessare la linea.

L’Autorità è intervenuta più volte sull’argomento dei costi con Delibere che hanno approfondito le norme di principio emanate dal Decreto Bersani.

Con la Delibera n. 96/07/CONS si è applicato il principio della trasparenza commerciale delle tariffe che ha  obbligato gli operatori a rendere noti i  prospetti informativi sintetici, le condizioni contrattuali applicabili a ciascuna offerta e uno schema grafico che mostri in dettaglio la struttura delle offerte sottoscrivibili, delle opzioni e  delle promozioni ad esse collegate. 

La pubblicazione avviene sulla pagina del sito web di ciascun operatore attraverso cui i clienti possono accedere a tutte le informazioni sulle tariffe compresi  i costi di recesso.

La quantificazione di questi è stata oggetto della Delibera 487/18/CONS che ha  introdotto diverse novità nell’ambito delle telecomunicazioni.

Come si calcolano i costi di recesso

Le linee guida contenute nella delibera hanno stabilito che le spese relative al recesso comprendono  tre categorie di costi  di seguito elencate:

1)i costi sostenuti dall’operatore per dismettere o trasferire l’utenza;

2)la restituzione totale o parziale degli sconti sui servizi e sui prodotti;

3) il pagamento delle rate residue relative ai servizi e ai prodotti offerti congiuntamente al servizio principale.

La prima voce, secondo i criteri fissati dall’Autorità, non deve eccedere l’importo di una mensilità del canone di abbonamento   ed  è un importo sempre correlato al recesso dal contratto.

Le altre due voci sono di importo variabile in base alle condizioni applicate dall’operatore. Nel caso della restituzione totale o parziale degli sconti  l’Autorità  ha stabilito un criterio nella loro determinazione:

l’importo deve essere nel

“limite pari alla differenza tra la somma dei canoni che l’operatore avrebbe riscosso qualora fosse stato applicato il prezzo implicito e la somma dei canoni effettivamente riscossi dall’operatore fino al momento del recesso”.

Pertanto se l’importo della fattura comprende penali per la perdita della promozione o la restituzione di tutti gli sconti  il cliente può:

  • Presentare reclamo all’Operatore contestando l’importo ritenuto non legittimo;

Se l’operatore rigetta la domanda o non risponde nel termine di 40 gg. o non risponde in maniera soddisfacente il cliente può:

a) denunciare la vicenda all’Autorità, compilando l’apposito modello D telematico all’indirizzo web www.agcom.it nella sezione “Denunce all’Autorità”;

b) promuovere un tentativo di conciliazione, completamente gratuito, sulla piattaforma on line conciliaweb realizzato dall’Autorità per dirimere le controversie tra consumatori e Operatori

Di seguito elenchiamo le tabelle  dei costi sostenuti da ciascun operatore  per la migrazione e la cessazione della linea:

Vodafone

ServizioCosto di migrazione €Costo di disattivazione €
Adsl e telefono28,0028,00
Fibra e telefono28,0028,00
Telefono19,0019,00

Tim

ServizioCosto di migrazione €Costo di disattivazione €
Adsl e telefono5,0030,00
Fibra e telefono5,0030,00
Telefono5,0030,00

Windtre

ServizioCosto di migrazione €Costo di disattivazione €
Adsl e telefono26,0026,00
Fibra e telefono26,0026,00
Telefono17,9917,99

Fastweb

ServizioCosto di migrazione €Costo di disattivazione €
Adsl e telefono29,9529,95
Fibra e telefono29,9529,95

Tiscali

ServizioCosto di migrazione €Costo di disattivazione €
Adsl e telefonoimporto pari ad 1 mensilitàimporto pari ad 1 mensilità
Fibra e telefonoimporto pari ad 1 mensilitàimporto pari ad 1 mensilità


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26 commenti su “I costi di disattivazione dall’adsl o dalla fibra approvati dall’Agcom”

  1. claudia debenedetti

    Ho chiuso (non anticipatamente) un contratto telecom per wifi (casa) e linea mobile.
    E’ da circa un mese che il loro recupero crediti mi perseguita chiedendomi una cifra di 157euro (somma di due fatture che non mi sono mai arrivate).
    Ho bloccato il loro numero sul tel perchè mi stavano perseguitando, ho sempre risposto anche alle loro mail chiedendo che contestualmente alla richiesta di saldo di questo debito mi fosse inviata la documentazione che dimostrasse che il debito fosse effettivo. Mai ricevuto nulla.
    Oggi in risposta ad una loro offerta di addivenire a risoluzione bonaria (contattandoli al num… per poter conoscere la loro proposta) ho inviato una PEC in cui ribadivo che sono disposta a pagare se devo qualcosa ma che voglio capire in base a cosa io dovrei loro quella cifra. Li ho diffidati dal continuare a molestarmi e ho messo in copia ufficio reclami Telecom. Cosa succederà ora? Mi conviene pagare anche se non mi viene dimostrato il perchè?
    Grazie
    Cla

    1. staff trovatariffe

      Gentile Sig.ra Claudia,
      ci sono alcune osservazioni da fare.
      Da una parte sussiste a carico dell’Operatore l’obbligo dell’invio di una fatturazione distinta per le somme antecedenti al periodo di corretta fatturazione o l’indicazione degli importi in modo separato.

      Dall’altra parte la mancata ricezione della fattura, rimasta poi insoluta, non la esonera dall’obbligo di
      attivarsi per l’adempimento, richiedendone un nuovo invio oppure consultandola sul sito internet o al numero telefonico della società.
      Il mancato pagamento alla società di recupero crediti senza opporre reclamo comporta una serie di conseguenze di natura amministrativa. Viene inserita in un registro di cattivi pagatori consultabile da altre società di servizi che possono precluderle di stipulare il contratto con loro.
      Io le consiglio di contattare il servizio clienti della Telecom, 187 per chiedere informazioni sulle sue fatture. Se alcune voci non corrispondono al suo traffico può contestarle solo per l’importo corrispondente, pagando invece gli importi legittimi. Se invece non vuole fare reclamo accetti la transazione bonaria per evitare le conseguenze sopra descritte.

      Per altre informazioni ci contatti
      Staff Trovatariffe

  2. Buonasera,
    con mio marito lo scorso marzo abbiamo 3 contratti KENA-CASA della Noverca, stipulati a ottobre 2018.
    Nel form di disdetta è scritto che :
    “al Cliente verrà addebitato un corrispettivo per il recesso pari a 61€ unitamente alle rate residue del contributo diattivazione qualora il recesso sia esercitato nel corso dei primi 12 mesi di vigenza del Contratto.”
    così abbiamo inteso di non dover pagare nulla avendo fatto il recesso dopo 3 anni; invece ci hanno tefonato questa sera per dirci che siamo tenuti a pagare 61 € a TITOLO DI DISATTIVAZIONE e non di recesso! E’ così ?
    Molte grazie per il cortese chiarimento
    Veronica D.

    1. staff trovatariffe

      Gentile Sig.ra Veronica,
      la clausola da lei riportata è poco chiara quando dispone il corrispettivo di recesso “unitamente ” alle rate residue.
      Sembra infatti che il recesso segua le sorti delle rate residue che sono dovute nel primo anno.
      L’interpretazione da dare è che il corrispettivo del recesso è sempre dovuto indipendentemente dal tempo trascorso.
      Stabilire se l’importo dovuto sia a titolo di disattivazione o di recesso non ha risvolti pratici.
      Ciò che invece potrebbe essere contestato è l’ammontare dell’importo.
      Esso contrasta con quanto stabilito dal punto 22 dell’allegato A delle Linee guida sulle modalità di dismissione e trasferimento dell’utenza nei contratti per adesione, adottate con delibera n. 487/18/CONS, vale a dire
      il valore minimo tra il prezzo implicito dell’offerta e i costi sostenuti dall’operatore;
      In sostanza il costo di disattivazione deve essere parametrato al prezzo dell’offerta che lei paga mensilmente.

      Per altre informazioni ci contatti
      Staff Trovatariffe

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