Progetto di recupero dei detenuti da parte di Tiscali

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Il sistema carcerario italiano è da tempo afflitto da gravi problematiche tra cui il sovraffollamento, la carenza di personale penitenziario e l’accesso limitato a cure sanitarie adeguate, questioni spesso, riportate dai media solo in occasione di fatti di cronaca.

Nonostante ciò non mancano progetti rivolti alla rieducazione e alla formazione professionale dei detenuti, con l’obiettivo di favorirne il reinserimento nel mondo del lavoro.

Tiscali, l’azienda di telecomunicazioni che offre servizi a banda ultra veloce, si è fatta promotrice di un progetto sociale volto alla rigenerazione di modem e materiale elettronico da parte dei detenuti.

Si tratta del progetto dei “Laboratori Rework“, un’iniziativa che coinvolge tre carceri e una trentina di detenuti, tra cui le strutture di Uta (Cagliari), Rebibbia e Lecce capofila di un esperimento che unisce lavoro, economia circolare e riscatto sociale.

Il protocollo, avviato nel 2020 da Linkem e successivamente adottato da Tiscali nel 2022, insieme al Ministero della Giustizia e della Trasformazione Digitale, ha dato vita a laboratori nelle strutture detentive. Qui, formazione e lavoro in carcere vanno di pari passo, aprendo nuove prospettive per i partecipanti.

Massimo Favini, Chief of Staff di Linkem e Tiscali, sottolinea l’importanza doppia di questa iniziativa: da un lato, offre ai detenuti l’opportunità di redimersi, dall’altro, porta benefici concreti all’azienda stessa. L’efficacia del progetto è evidente anche dal punto di vista gestionale, in grado di reggersi nel tempo e con diverse strutture di leadership.

I trenta detenuti coinvolti nei laboratori presso le carceri di Rebibbia (Roma), Lecce e Cagliari si dedicano alla rigenerazione di apparati elettronici, in particolare modem necessari per la connessione internet. Questo processo chiude il cerchio dell’economia circolare, garantendo che i dispositivi rigenerati non finiscano in discarica, ma tornino in circolazione dopo opportuni interventi.

Vantaggi della rigenerazione degli apparati elettronici

Favini sottolinea il duplice vantaggio economico ed ambientale di questa pratica. Rigenerare un modem ritirato dal mercato costa significativamente meno dell’acquisto di uno nuovo, contribuendo a un risparmio notevole. Inoltre, riducendo la quantità di rifiuti elettronici, si ha un impatto positivo sull’ambiente.

Il contesto pandemico ha evidenziato ulteriormente l’importanza di questa iniziativa. Mentre sul mercato scarseggiavano gli apparati, la domanda cresceva esponenzialmente, eppure i laboratori hanno garantito continuità e stabilità, dimostrandosi vitali anche in situazioni critiche.

Ma l’impegno di Tiscali va oltre il mero aspetto economico. Oltre alle agevolazioni fiscali previste per tali iniziative, l’azienda vede nel progetto un valore sociale intrinseco. Oltre alla formazione tecnica, i detenuti acquisiscono competenze trasversali che possono essere utili al termine della loro pena, favorendo il loro reinserimento nella società.

Favini racconta con orgoglio storie di successo, come quella di un detenuto di Lecce assunto successivamente e promosso all’interno dell’azienda. È una testimonianza tangibile del potenziale di riscatto che questo progetto offre.


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