Ripensamento esercitato dopo la scadenza: come rimediare

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I contratti in fibra ottica rappresentano un elemento cruciale per l’accesso alla rete internet ad alta velocità. Quando un cliente decide di sottoscrivere un contratto con un provider le aspettative di un servizio tempestivo e affidabile sono fondamentali. Ma cosa succede quando le aspettative vengono deluse a causa di ritardi nell’attivazione e la questione del diritto al ripensamento diventa centrale?

Recentemente un nostro lettore ci ha contattato sul sito per sapere come procedere in un caso emblematico simile con un operatore di servizi, il cui nome omettiamo poiché il problema discusso potrebbe verificarsi con qualsiasi altro operatore.

Dopo aver aderito ad una promozione contrattuale effettuando la migrazione, il cliente ha subito ritardi nell’attivazione del servizio, causandogli notevoli disagi. Il cliente è ritornato sui suoi passi esercitando il diritto al ripensamento che però non è stato ritenuto valido dall’operatore in quanto non aveva rispettato il termine dei 14 giorni lavorativi dalla conclusione del contratto

Pertanto, sono stati addebitati al cliente i costi che vengono richiesti del recesso e quelli relativi alla perdita della promozione, suscitando così una contestazione da parte del cliente su chi debba sopportare i costi derivanti da una situazione indesiderata.

È importante notare che la ritardata attivazione della fibra può essere attribuita a problemi tecnici che, talvolta sfuggono al controllo diretto del provider. Sebbene la migrazione della linea sia generalmente un processo collaudato, ci sono casi in cui possono verificarsi inconvenienti, imprevisti, come confermato da numerosi lettori che hanno vissuto esperienze simili.

Gli indennizzi, in questo contesto, svolgono un ruolo cruciale nel mitigare i disservizi subiti dai clienti. Tuttavia, la questione si complica quando si tratta di stabilire la responsabilità dei costi associati al recesso. C’è chi sostiene che gli importi richiesti riflettano la perdita della promozione legata alla migrazione, dato che il diritto al ripensamento è stato esercitato in una fase avanzata del processo di trasferimento, impedendo così il blocco dell’operazione.

Questa situazione solleva diverse questioni pratiche. Da un lato, i clienti si aspettano un servizio affidabile e tempestivo e ritardi nell’attivazione possono compromettere la fiducia nel provider. Dall’altro lato, i provider devono affrontare ritardi e imprevisti che non permette loro di rispettare le cadenze temporali stabilite nei contratti.

La questione dei costi del recesso rimane controversa e richiede valutazioni caso per caso. A tal fine, è consigliabile rivolgersi a un servizio di consulenza come rimborsoadsl.it che offre indicazioni su come risolvere i disservizi e assiste il cliente rappresentandolo nel contenzioso con l’operatore.


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