Disdetta e costi di disattivazione: I consigli dell’esperto

 

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Riceviamo dall’associazione di tutela dei consumatori “Bastabollette” un contributo sul dibattito dei costi di disattivazione, un argomento sempre attuale e ricorrente nelle domande poste dai lettori.

Sono stati due anni di fuoco, per gli utenti che hanno deciso di recedere dal contratto telefonico. A seguito dell’approvazione della Legge Bersani, gli utenti hanno pensato di poter tirare un sospiro di sollievo, dal momento che la Legge 40/07 ha abolito ogni genere di penale, sia quella applicata a seguito della disdetta sia quelle per recesso anticipato.

I costi che la Bersani avrebbe abolito sono però tornati sotto forma di altre denominazioni e non sono di certo meno onerosi. In realtà, queste somme non possono essere classificate come penali, dal momento che gli operatori hanno giocato bene la carta della confusione linguistica: quelle che un tempo si chiamavano penali, oggi si chiamano costi di disattivazione. Cambiano le parole, non la sostanza!

L’opera di ridefinizione dei costi messa in atto dagli operatori non ha fatto altro che acuire la confusione d’idee che già gravitava attorno alla natura di queste somme, tanto che Agcom ha dovuto diramare delle linee guida ad hoc, con le quali l’Autorità ha reso note le misure adottate per l’attività di vigilanza e sorveglianza previste dall’art. 1 della Legge Bersani.

Grazie alla presa di posizione dell’Autorità, i Consumatori hanno potuto esercitare con maggiore consapevolezza i loro diritti, al fine di raggiungere gli obiettivi che la Bersani aveva prefissato fin dalla prima approvazione.

Una sentenza del 2010 del Consiglio di Stato ha però ridefinito i margini dell’applicazione dei costi di disattivazione. Tutto comincia da un ricorso presentato da Sky al Tar del Lazio, dovuto a un provvedimento della Direzione Tutela dei Consumatori di Agcom, che invitava Sky a rivedere alcune della clausole contrattuali che imponevano un rimborso, da parte del cliente, di tutte le somme relative alla fruizione indebita di alcune offerte promozionali.

Nella causa di fronte al Tribunale, Sky ha eccepito l’applicazione dell’art. 1 della Legge 40/70, secondo il quale le offerte promozionali possono essere sottoposte a vincolo temporale. Il Tar del Lazio si pronuncia in favore di Sky, ma Agcom decide di impugnare la sentenza e si presenta davanti al Consiglio di Stato, che conferma la sentenza del Tribunale Amministrativo.

La decisione del Consiglio di Stato (che noi di Basta Bollette abbiamo commentato in questo post), che di fatto reintroduce le penali abolite dalla Bersani sotto la copertura dei costi di disattivazione, non riesce comunque a fare chiarezza su un argomento complesso ed estremamente dibattuto come i costi di disattivazione.

Nella sentenza del TAR, confermata dal Consiglio di Stato, si esamina il caso assai specifico dei contratti sottoposti a vincolo temporale e quindi inseriti necessariamente in una promozione commerciale, per i quali viene data all’utente libera scelta se aderire alle condizioni contrattuali standard, o piuttosto a quelle fornite a condizioni agevolate.

L’utente sarebbe quindi libero di scegliere se sottoscrivere o no una tariffa scontata, consapevole che – nel secondo caso – sarebbe tenuto a pagare eventuali costi di disattivazione ovvero costi per recesso anticipato.

Nella pratica, è sempre più difficile che gli operatori propongano delle tariffe standard liberamente sottoscrivibili, accanto alle tariffe scontate. Le offerte dei gestori sono oggi – per la maggior parte – promozionali e sottoposte a vincoli temporali di durata minima contrattuale, per cui diventa difficile capire se i costi applicati siano delle penali mascherate oppure no.

Non esiste una vera libertà di scelta, per il Consumatore, che si ritrova quasi sempre a dover scegliere necessariamente una tariffa scontata, senza avere la possibilità di scegliere tariffe standard prive di vincoli

La complessità di questo argomento accompagna anche altri argomenti correlati ai costi di recesso, come i il caso che riguarda i costi di disdetta a seguito di Modifiche Unilaterali del Contratto, sancite dall’art. 70 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche. Anche in questo caso – che sembra a questo punto l’unica ipotesi possibile di recesso senza costi – non è sempre assicurato che l’utente possa recedere dal contratto senza dover pagare somme aggiuntive, dal momento che il gestore potrebbe pretendere indietro le cifre abbuonate in caso di adesione a promozione commerciale.

Per garantire trasparenza commerciale alle tariffe applicate in caso di disdetta, l’Agcom ha imposto – con la Delibera 96/07/CONS, all’art. 3, comma 3 – che ogni compagnia telefonica s’impegnasse a pubblicare in maniera chiara e inequivocabile i costi applicati in caso di disdetta.

Dunque, allo stato attuale della normativa e della giurisprudenza, i costi di disattivazione sono dovuti, se risultano conformi a quelli pubblicati sui siti degli operatori, conformemente alla delibera sopra citata.

Tuttavia i dubbi sulla loro legittimità, come sopra evidenziato, permangono. E l’utente rimane libero, se crede, di opporsi al loro pagamento presentando ricorso di fronte al Corecom competente e cercare di ottenere giustizia. La nostra esperienza assaciativa ci suggerisce che, benche’ non ci possano essere certezze di risultato, in genere l’operatore tende ad abbuonare tali costi, per evitare lungaggini e spese di una lunga procedura conciliativa.

Avv. Michele Vitale
Presidente
Bastabollette
Associazione di tutela dei consumatori

Ai costi di disattivazione il sito Trovatariffe ha dedicato un’ampio spazio pubblicando i commenti dei lettori e un’apposita pagina sui prezzi  stabiliti da ciascun Operatore secondo quanto stabilito dall’Agcom per evitare dubbi di interpretazione sulla loro  legittimità.


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40 commenti su “Disdetta e costi di disattivazione: I consigli dell’esperto”

  1. Gentile personale di Trovatariffe,
    Ho attivato la Fibra Tiscali a gennaio con pagamento anticipato fino ad aprile. Mi hanno venduto il servizio dicendomi che nella mia via c’era la fibra, in realtà la linea è molto scarsa e l’ho provato inviando numerosi speedtest.
    A febbraio ho ricevuto in fattura la comunicazione da Tiscali di poter recedere senza penali per modifica delle condizioni di contratto a partire dall’1 Aprile.
    Da contratto pago una tariffa di contributo d’attivazione del servizio che è stata spalmata sui canoni mensili.
    Se ne approfitto devo continuare a pagare la parziale tariffa di attivazione mensile?
    Qui di seguito la comunicazione ricevuta in fattura: https://www.mondomobileweb.it/197053-tiscali-rete-fissa-modifica-condizioni-contrattuali-sostituzione-reti-rame/

    Grazie e cordiali saluti

  2. Ascanio Morganti

    Salve io ho sottoscritto un contratto ADSL con operatore locale, il contratto da me firmato non porta per iscritto nulla di clausole, ma Rimanda a verificarle sul loro sito internet. Dal quale si deve poi scaricare il file. E regolare che non vengano riportate le clausole nel cartaceo da me firmato e spedito? Grazie.

    1. staff trovatariffe

      Gentile Ascanio,
      il contratto adsl o fibra è un contratto per adesione, predisposto unilateralmente dall’Operatore pertanto non cambiano le clausole da cliente a cliente. E’ importante che l’operatore assolva agli obblighi informativi riguardo le condizioni della promozione sottoscritta, come il prezzo dell’offerta, durata, costo di attivazione ecc., documentate in un atto scritto che sia accettato dal cliente. Le altre clausole del contratto anche se sono rinviate ad un documento esterno non condizionano la regolarità del contratto.
      Ad esempio anche la carta dei servizi fa parte integrante del contratto ma non viene mai allegato allo stesso ai fini della sua validità ed efficacia.

      Per altre informazioni ci contatti
      Staff Trovatariffe

  3. Buonasera,
    io ho disdetto dopo 10 anni adsl e voce con un gestore locale e mi ha chiesto 65 euro di disdetta mi sembra eccessivo visto che non ho potuto migrare cn il nr.ma cambiarlo, se non pago rischio qualche pignoramento e altro???GRAZIE…

    1. staff trovatariffe

      Gentile Sig.ra Concetta,
      negli ultimi due anni gli Operatori hanno ribassato i costi di disattivazione che adesso sono pari a circa una mensilità del canone del servizio di fornitura. Nel suo caso il costo risulta più alto di quanto è stabilito dagli altri operatori. Non per ciò si deve considerare illegittimo.
      Solo nella situazione in cui l’importo non corrisponde alle condizioni stabilite dal suo contratto ha diritto di contestare la differenza tra l’importo corretto e quello richiesto.

      Le conseguenze del mancato pagamento sono la messa in mora con conseguente aumento dell’importo richiesto, la cessione del credito alla società di recupero crediti e l’eventuale inserimento nel registro dei cattivi pagatori che le potrebbe impedire di sottoscrivere altre offerte con altri operatori, oppure di accedere ad un mutuo ecc.

      Per altre informazioni ci contatti
      Staff Trovatariffe

  4. tutte queste domande e risposte per me sono inutili. Da anni sono arrivato alla seguenti conclusioni:
    a) mai fare contratti con gli operatori telefonici. Solo sim ricaricabili comoreso Internet con modem vostro dotato di slot sim. Quando vi aggrada non caricare più e chiudete la partita.
    b) per i poveri cristi che hanno sottoscritto contratti, offerte, promozioni e balle varie, prima o poi sarete messi di fronte alla seguente scelta: pagare o non tirare fuori nemmeno un cent, lasciando a loro l iniziativa di farvi un beneamato baffo, ivi compreso l avvocato Tiscali di Cagliari.
    Io ho fatto sempre così è mi sono trovato da dio. buonasera

  5. Buongiorno ho una linea internet Linkem con iren
    Solito problema di tutti ,nn mi è mai stato detto che avrei pagato più di 200 euro per i costi di attivazione..anzi tutto gratis
    Infatti ho pagato 30 euro all’installatore e ogni mese pago i 5 euro ….e fino a qui posso pure accettarlo. ..ma la linea fa schifo nn va si sconnette di continuo ,con segnalazioni fatte da me ogni settimana ..da un anno a sta parte..vorrei disdire, ma mi è stato detto che comunque continuerei a pagare i 5 euro fino al raggiungimento dei 48 mesi …nonostante ma mia linea internet nn funzioni come dovrebbe …anzi a dire il vero funzione 5 giorni si e 10 no ,perché per ripartire devono intervenire loro … Nn ho mai avuto un rimborso nonostante i parecchi periodi di nn funzionalità..
    Ho mandato e-mail di reclamo ma nulla..risposta è una sola..se disdice i costi di attivazione vanno pagati anche se funziona solo per un giorno..solo allibita ..chiedo se effettivamente è così..grazie

    1. staff trovatariffe

      Gentile Erica,
      confermo che in caso di recesso prima dei 24 mesi resta valido il vincolo contrattuale del costo di attivazione che a scelta del cliente può essere saldato continuando il periodo di rateizzazione o pagato in unica soluzione.

      Fatta questa premessa generale il suo caso credo che possa avere un altro esito in base ad alcune considerazioni.

      In caso di singhiozzo della linea, in presenza di cause imputabili all’Operatore, l’Agcom stabilisce il principio della responsabilità dell’operatore qualora lo stesso non garantisca l’utilizzo del servizio in modo regolare, continuo e senza interruzioni, in conformità a quanto previsto dall’articolo 3, comma 4, della delibera Agcom n. 179/03/CSP.

      Pertanto questo principio potrebbe essere fatto valere promuovendo il tentativo di conciliazione sul sito di conciliaweb, piattaforma on line gestita dall’Autorità tramite il quale chiede l’indennizzo, il rimborso delle somme versate e di recedere dal contratto senza pagare gli oneri di recesso, costo di disattivazione e quello di attivazione rateizzato. Le modalità di iscrizione sulla piattaforma sono reperibili sullo stesso sito dell’Autorità.

      Per altre informazioni ci contatti
      Staff Trovatariffe

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