Come opporsi alle società di recupero crediti

opposizione

 

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Il mancato pagamento della bolletta determina a carico del cliente una serie di conseguenze che inizialmente consistono nell’addebito degli interessi di mora fino ad arrivare alla sospensione del servizio per il reiterato stato di insolvenza.

Il credito vantato dall’operatore, a cui si applica il termine di prescrizione breve differenziato in base alla tipologia di fornitura,  viene ceduto alla società di recupero crediti che ne diventa titolare, prendendosi l’incarico di riscuotere il pagamento di quanto dovuto con la maggiorazione delle spese di riscossione.
Quando l’abbonato ha delle fondate ragioni per contestare il credito vantato dall’operatore è consigliabile che si attenga ad alcuni suggerimenti elencati di seguito:

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Contestare la fattura

Prima dell’intervento della società di riscossione del credito l’abbonato che ritiene ingiustificato l’importo della fattura, per es. addebito dei costi di disattivazione in difformità da quelli stabiliti dal contratto, o rilevi una sproporzione dei costi riportati in fattura rispetto al traffico effettuato o anche si rifiuta di pagare un servizio non corrispondente alle condizioni stabilite nel contratto, ha l’onere di presentare un reclamo all’operatore.

La presentazione del reclamo interrompe il termine di scadenza della fattura e fà venir meno uno dei requisiti di legittimità del credito: la certezza.

La contestazione può avere ad oggetto l’intero importo o parte di esso. Nel secondo caso occorre stornare la fattura e pagare la differenza non contestata.

Il mezzo più efficace per contestare la fattura è la raccomandata a/r che fornisce la prova documentale che l’operatore ha ricevuto la lettera dalla quale scaturisce l’obbligo per il servizio commerciale di rispondere nei tempi previsti dalla Cds.

La Cessione del credito da parte dell’operatore.

L’operatore cede i propri crediti non riscossi a società di recupero crediti tramite il contratto di factoring.

La cessione è regolata dall’art.1264 del c.c. secondo il quale il credito si trasferisce indipendentemente dalla conoscenza che ne abbia il debitore ceduto.

In sostanza il debitore si libera dal proprio debito adempiendo nei confronti del cessionario. Il pagamento al cendente non libera il debitore salvo che questi non riesca a dimostrare di aver adempiuto ignorando la cessione e naturalmente in buona fede.

In base al Codice Civile e alla Giurisprudenza della Corte di Cassazione il debitore ceduto ha la possibilità di opporre al cessionario, nella fattispecie qui considerata la società di recupero crediti, le stesse eccezioni che poteva opporre al cedente e di conseguenza tutti i fatti estintivi dell’obbligazione es. l’avvenuto pagamento in ritardo, la risoluzione del contratto per aver esercitato il diritto al ripensamento ecc.

Tuttavia esiste una limitazione alla tutela del debitore rappresentata dalla preclusione di promuovere il tentativo di conciliazione presso il Co.re.com.
Diversamente dalla situazione in cui fosse stato avviato il procedimento di conciliazione in un periodo antecedente alla cessione del credito .
A fronte delle pretese del cessionario il debitore può bloccare l’iter di riscossione dando prova documentale della procedura di conciliazione in corso.

Il mancato accoglimento dei reclami non vieta al debitore di inoltrare una richiesta al cessionario di risolvere la contestazione in via bonaria ed ottenere l’adempimento del debito anche parziale e in tempi ragionevoli.


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22 commenti su “Come opporsi alle società di recupero crediti”

  1. Buongiorno,
    nel 2020 ho disdetto contratto enel gas e luce per cambio di abitazione. Nella nuova abitazione mi sono arrivate, circa 3 mesi dopo, le fatture di conguaglio a chiusura contratto, dopo qualche giorno anche la piombatura del contatore del gas. Ho pagato tutte e tre le fatture. Dopo un anno circa dalla chiusura ufficiale del contratto arrivano altre due bollette “straordinarie”. Non vi sono consumi né altre voci specificate. Immagino sia di nuovo la chiusura contratto. Non ho pagato queste bollette poiché alcuni amici che lavorano nel campo mi hanno detto che enel “ci prova sempre” a far pagare due volte le fatture. Dallo scorso anno continuano a chiamare le società di recupero crediti, chiedendomi di pagare sempre la stessa cifra (non c’è mora nonostante l’abbiano minacciata più volte), e non ho mai ricevuto alcuna raccomandata. Se mi mandassero la famosa A/R dovrei pagare oppure ho tutto il diritto a non farlo dato che ho già pagato tutto quello che dovevo?
    Oltretutto avevo guardato anche nella mia pagina personale web di enel per capirne di più ma quelle fatture straordinarie non compaiono.
    Grazie per un vostro commento

    1. staff trovatariffe

      Gentile Elena,
      le bollette “straordinarie” non so a che titolo le vengono inviate. L’arera ha fissato dei termini per l’invio della bolletta di chiusura, sanzionando la violazione con indennizzi a favore del cliente. Quindi deduco che trascorso un anno dalla chiusura contrattuale non sono legittime le richieste avanzate.
      Se le dovessero arrivare intimazioni al riguardo presenti reclamo scritto e si opponga al pagamento.
      Per altre informazioni ci contatti
      Staff Trovatariffe

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